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VOUCHER DIGITALIZZAZIONE
E’ stata adottata il 10 luglio 2017, la delibera del CIPE che assegna all’intervento 67,46 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020, come integrate dalla legge di bilancio 2017. Risulta così completata la copertura finanziaria complessiva di 100 milioni di euro previstadalla legge istitutiva, essendo da tempo stanziati 32,54 milioni di euro a carico del Programma operativo nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020, cofinanziato dall’Unione europea e di cui è titolare il Ministero dello sviluppo economico.

Il Comitato ha provveduto, inoltre, a ripartire il predetto importo di 100 milioni di euro tra tutte le regioni, applicando, secondo quanto previsto dalla stessa legge istitutiva dell’intervento, il criterio del numero delle imprese registrate presso le rispettive Camere di commercio.
Immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera CIPE, questa Amministrazione potrà procedere all’apertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso all’agevolazione, che prevede l’assegnazione alle micro, piccole e medie imprese di un voucher, di valore non superiore a 10.000 euro, per l’acquisto di hardware, software e servizi finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali e all’ammodernamento tecnologico. Con congruo anticipo saranno rese note le modalità di presentazione e forniti i moduli da utilizzare

Antonio Gentile, sottosegretario al Mise con delega al Cipe e alla programmazione economica:

«Con lo stanziamento di ulteriori 67 milioni per il finanziamento dei voucher destinati alle piccole e medie imprese che investono in processi di digitalizzazione si compie un nuovo passo avanti nella strategia di riconversione innovativa del nostro sistema produttivo, enunciata dal piano Industria 4.0, Per il finanziamento di queste operazioni di manutenzione innovativa delle piccole e medie imprese sono per il momento disponibili 100 milioni di euro. Un terzo dei quali destinati alle imprese del Mezzogiorno. È un primo passo importante. Una sorta di legge Sabatini 4.0 che consentirà alle pmi di allinearsi alle grandi imprese. Incrementando la produttività dei fattori e rafforzando, per riflesso, la filiera della fornitura».